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Arco dei Gavi
 
arco dei gavi
 


Arco dei Gavi

L’Arco dei Gavi è un monumento romano parte di molti itinerari turistici organizzati dalle guide turistiche di Verona, prime tra tutti le visite guidate alla Verona Romana. La prima costruzione di rilievo che un viaggiatore che giungeva a Verona nel I secolo d.C. avrebbe visto sulla sua strada, con tutta probabilità sarebbe stato proprio l’Arco dei Gavi, monumento che ancora oggi si può ammirare sul lato di via Cavour, a fianco a Castelvecchio. Si tratta del monumento celebrativo della gens Gavia, importante e facoltosa famiglia romana della Verona di età imperiale. L’arco fu costruito sulla via Postumia, l’importante via romana che collegava Genova con Aquileia e lungo la quale sorsero numerose città romane ancora oggi esistenti e tra cui la stessa Verona. L'Arco originariamente era a circa settecento metri dalle mura cittadine, in asse con Porta Borsari, l’accesso principale alla città. Ancora oggi, proprio come duemila anni fa, sotto l’Arco dei Gavi, vi sono i lastroni in pietra vulcanica, nera e liscia, coi solchi in cui scorrevano le ruote dei carri di epoca romana.

L'Attribuzione a Vitruvio

Inciso su di una pietra di uno dei pilastri dell’arco, vi è il nome dell’autore dell’arco, tale Vitruvius Cerdo Architectus, per molti secoli ritenuto proprio il Vitruvio autore del De Architectura, motivo per cui, sulla Loggia del Consiglio, in Piazza dei Signori, tra le statue di veronesi illustri del passato romano, figura anche quella di Vitruvio. In realtà, studi recenti, paiono non confermare questa ipotesi, protendendo con più probabilità per un caso di omonimia. Con tutta probabilità l’arco sorgeva al limite di quella che doveva essere diventata una nuova zona di espansione cittadina, quando lo spostamento a nord del confine dell’impero, garantendo una nuova sicurezza al territorio veronese, permise alla città di espandersi fuori dagli angusti spazi delle mura. Nel corso di scavi e lavori, sotto gli edifici ai lati di corso Cavour sono stati rinvenuti infatti mosaici e resti di edifici residenziali patrizi così come, ormai diversi anni orsono, due metri sotto il porfido del corso su cui sorgeva l’Arco dei Gavi, lo stesso su cui oggi corrono macchine e autobus, furono portati alla luce centinaia di metri di via Postumia ancora in buono stato di conservazione (e ahimé riseppelliti dov’erano stati trovati sotto sabbia e selciato).

L'integrazione nella cinta muraria veronese

Nella Verona medioevale, con la costruzione delle nuove mura comunali e poi scaligere, l’Arco dei Gavi venne inserito nel nuovo sistema difensivo veronese, diventando un ulteriore accesso alla città. L’arco rimase al suo posto fino alla fine del ‘700 e all’arrivo di Napoleone che per rendere nullo il formidabile sistema difensivo veronese distrusse bastioni, mura, porte, compreso l’Arco dei Gavi, che venne smontato e lasciato nei blocchi di pietra che lo componevano sullo spiazzo su via Cavour proprio di fronte a Castelvecchio.

La ricostruzione

Lì l'Arco dei Gavi rimase fino a quando, nel 1920, nel movimento di restauro generale che coinvolse Verona, si decise di restaurare anche l’Arco dei Gavi. I blocchi che restavano del monumento della Verona romana, vennero quindi riassemblati e, con un’operazione, oggi discutibile per quanto spettacolare, di restauro ricostruttivo, restituito al suo aspetto originale. Per non bloccare il traffico di autoveicoli che nel frattempo avevano preso a scorrere su via Cavour, l’Arco dei Gavi fu ricostruito su di un lato di via Cavour, a fianco a Castelvecchio.

Per visitare, assieme alle guide turistiche di Verona, l’Arco dei Gavi e molti degli altri monumenti di Verona richiedete informazioni o prenotate una delle visite guidate a Verona:




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Informazioni : veronatour@gmail.com