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duomo di verona
 


Il Duomo di Verona

Con le guide turistiche di Verona alla scoperta del complesso del Duomo di Verona, la chiesa che si contende con San Zeno, la palma di gioiello storico, artistico, architettonico di Verona. In realtà per quanto riguarda il Duomo di Verona, più che di un singolo edificio ecclesiastico, si tratta di un insieme di edifici religiosi, con funzioni diverse, costruiti in epoche differenti e che si intersecano e si compenetrano anche su piani differenti. Nello spazio di poche centinaia di metri quadri si hanno infatti la chiesa di Santa Maria Matricolare, il Duomo vero e proprio, San Giovanni in Fonte, il Battistero, Sant’Elena, la Biblioteca Capitolare con il suo chiostro e il Vescovado, oltre a una serie di reperti di epoche differenti emersi dal sottosuolo. Un luogo in cui si concentrano e si accumulano i segni di quasi due millenni di storia veronese. Gli archeolgi ancora si interrogano su cosa qui sorgesse in epoca romana, e l’ipotesi più probabile sembra quella che qui vi fossero le terme, un grande edificio che per secoli, anche dopo la sua dismissione, continuò a occupare un’ampia porzione dello spazio dove oggi si trova la piazza antistante il Duomo. I primi edifici religiosi che incominciarono a sorgere nel quarto secolo dopo Cristo, l’epoca in cui San Zeno, il patrono di Verona, era in vita, furono costruiti, ricostruiti, ingranditi, sempre stretti nello spazio chiuso tra l’attuale Duomo e il fiume Adige, proprio come se sulla destra non vi fosse stato spazio per espandersi. Certo, per scoprire cosa vi fosse stato sotto bisognerebbe demolire, o quantomeno scavare sotto l’attuale Santa Maria Matricolare. Non è chiaro se le chiese paleocristiane che qui furono costruite avessero la funzione di Cattedrale o meno. Storici e archeologi ancora discutono sul ruolo che Santo Stefano e San Nazaro e Celso possano aver avuto nei primi decenni della diffusione del cristianesimo a Verona. Ad ogni modo, gli affascinanti resti di questi arcaiche chiese paleocristiane sono ancora visibili nelle sepolture e nei raffinati mosaici a motivi floreali e geometrici che affiorano, in ampi brani lasciati scoperti, un metro e mezzo sotto il pavimento di Sant’Elena, nel passaggio tra Santa Maria Matricolare e San Giovanni in Fonte, nel chiostro della Biblioteca Capitolare. Si possono ancora distinguere le navate, un abside, e immaginare la forma e l’estensione di questo primo luogo di culto sotto gli edifici e le strade che sono sorte successivamente. Il rapido diffondersi del cristianesimo rese necessari continui ampliamenti delle chiese, e i perimetri di quelle successive si sovrapposero e intersecarono con quelle delle vecchie.

Il DUOMO
Si arrivò infine alla costruzione di Santa Maria Matricolare nel luogo dove oggi si trova la Cattedrale, costruzione che tuttavia fu pesantemente danneggiata nel tremendo terremoto del 1117 che quasi rase al suolo l’intera città. Verona tuttavia si riprese anche da questa tremenda tragedia, gli edifici ripresero ad essere ricostruiti e anche il Duomo di Verona venne restaurato più o meno, quantomeno esternamente, in quelle che sono le sue attuali forme. L’impostazione della facciata è romanica, e vi si intravedono ancora le linee e parte delle decorazioni, che lasciano intuire forme e dimensioni della Cattedrale precedente. Nel corso dei secoli la facciata subì ulteriori rimaneggiamenti e aggiunte tanto che si può parlare di uno stile composito nel quale, a un fondo romanico, si sono aggiunte delle guglie gotiche e alcuni elementi decorativi barocchi.
Ciò che invece si è mantenuto originale è il bel protiro romanico retto da due imponenti grifoni stilofori in pietra rossa della Valpolicella. Nel portale strombato vigilano sull’ingresso alla cattedrale di Verona le sculture dei due paladini di Carlo Magno, Orlando e Olivieri. Orlando porta la sua fedele spada su cui è inciso il nome, sbagliato, “Durinarda”. Nella lunetta, un bassorilievo con una natività. Il protiro è molto simile, per struttura e decorazioni, a quello di San Zeno con il quale è pressoché coevo.
L’interno del Duomo è caratterizzato invece da una grande opulenza, segno che in ogni epoca, il vescovo di turno volle lasciare la propria impronta con grandi opere che abbellirono la principale chiesa cittadina. L’impostazione delle navate è gotica, con una serie di volte a crociera sostenute da imponenti pilastri in marmo di Verona di un bel rosso cupo e uniforme. Sulle pareti cicli di affreschi ad opera del pittore architetto Falconetto creano uno spazio virtuale di guglie, archi e nicchie in cui sono alloggiati santi e figure variopinte. La zona absidale è caratterizzata dal particolare tornacoro realizzato da uno dei più importanti architetti del rinascimento, il veronese Michele Sanmicheli, che lavorò tra l’altro anche al campanile del Duomo. Si tratta di una balaustra che girando attorno al presbiterio, lo separa dal resto della chiesa. La medesima balaustra prosegue poi pittoricamente nel catino absidale dove viene decorata con imponenti figure di apostoli dipinte da Francesco Torbido su cartoni di Giulio Romano. A completare l’effetto scenografico vi sono i due mastodontici organi barocchi ai lati del transetto, un trionfo di decorazioni contorte e dorature. Tra le molte opere pittoriche che abbelliscono le cappelle laterali del Duomo di Verona, spicca un’Assunzione di Tiziano, rifatta dal maestro stesso sul modello della sua celebre assunzione realizzata per la basilica dei Frari a Venezia. Come apostolo è rappresentato anche lo stesso Michele Sanmicheli, amico personale di Tiziano. La cappella che ospita la tela di Tiziano, in marmi colorati e finemente lavorati, fu realizzata dal Sansovino.

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