Le Arche Scaligere

Nel 1259 Mastino della Scala divenne capitano del popolo di Verona. Era l'inizio della breve ma intensa signoria scaligera, tra le primissime nell'Italia medievale, che per un secolo, con alterne vicende, resse le sorti della città.

In Piazza dei Signori, centro del potere politico di Verona a partire dal '200, i della Scala realizzarono la loro residenza. A fianco del palazzo, Santa Maria Antica divenne la cappella privata dei signori di Verona e il cortile della piccola chiesa romanica il loro cimitero privato. Ai primi semplici e austeri sarcofagi in pietra rossa di Verona seguirono grandi e imponenti mausolei, le Arche Scaligere, tra i più fulgidi esempi dell'architettura e della scultura gotica in Italia.
Tra la prima arca, quella di Cangrande e l'ultima, quella di Cansignorio, ci sono circa cinquant'annni nei quali architetti e scultori, sia veronesi che lombardi, prestarono la loro opera al completamento di questi capolavori.

Cangrande

La prima arca ad essere realizzata fu quella di Cangrande della Scala. Il sarcofago e il monumento vennero collocati all'interno del muro della chiesa il cui ingresso principale venne spostato da quello nella facciata a uno laterale. Entrando nella chiesa si deve così passare sotto l'arca di Cangrande rendendogli omaggio.
Il sarcofago è retto dalle sculture di cani che impugnano lo stemma di famiglia, lo scudo con la scala a pioli. Sui lati del sarcofago sono realizzate a bassorilievo un'annunciazione e le battaglie che videro il condottiero veronese vittorioso. Sul coperchio vi è la raffigurazione di Cangrande sul letto di morte. Sulla cima della cuspide che sovrasta il sarcofago svetta la statua equestre del signore scaligero, la spada sguainata, l'elmo appoggiato sulle spalle e un ampio sorriso rivolto dall'alto ai veronesi. Per proteggerla dalle intemperie la statua equestre fu sostituita alcuni anni fa da una replica. L'originale si trova oggi al Museo di Castelvecchio.
Cangrande è certamente il più famoso tra i signori della Scala. Fu un condottiero valoroso e audace che portò a Verona pace e prosperità, ampliando considerevolmente i possedimenti della città. Sotto il suo governo Dante e Giotto soggiornarono a Verona che all'epoca era una delle più prestigiose capitali del nord Italia.
Nel 2014 il sarcofago di Cangrande è stato aperto rivelandone all'interno il corpo mummificato. L'autopsia, condotta a quasi settecento anni dalla morte, ha permesso di scoprire che il misterioso decesso avvenne per avvelenamento, dando così vita a un misterioso caso di omicidio ancora da risolvere. All'interno del sarcofago fu ritrovata la spada di Cangrande, oggi esposta al Museo di Castelvecchio e il disegno sul broccato di seta che ne avvolgeva il corpo ha permesso di tracciare il percorso delle vie carovaniere che collegavano l'estremo oriente con l'Italia.

Mastino II

La seconda arca è quella di Mastino II.
Uno dei più feroci tra gli scaligeri, lo si può intendere anche dalla postura arrogante e sprezzante della sua statua equestre con il cavaliere che impugna la lancia completamente chiuso nell'armatura e nella celata dell'elmo. Coi sui modi dispotici  la signoria si trasformò progressivamente in tirannide. Secondo alcuni fu lui a che fece avvelenare il cugino Cangrande per succedergli al potere di Verona.
L'arca di Mastino, a pianta quadrata, venne realizzata su un angolo del cortile della chiesa di Santa Maria Antica, opera di maestranze veronesi della scuola di Rigino d'Enrico e Giovanni di Rigino. Similmente all'arca di Cangrande, sul sarcofago è collocata l'effige del signore sul letto di morte mentre al vertice della cuspide svetta la statua equestre, anche in questo caso una replica, mentre l'originale si trova all'interno di una torre di Castelvecchio.

Giovanni della Scala

Di minore impatto rispetto alle altre ma comunque particolarmente raffinata nella decorazione scultorea è l'arca di Giovanni della Scala. Mancando del grande baldacchino in pietra che caratterizza i mausolei di Cangrande, Mastino II e Cansignorio, la si nota appena all'interno della cancellata che circonda il cimitero scaligero, e solo in estate, quando lo aprono al pubblico, può essere ammirata da vicino.

Cansignorio

L'ultimo dei grandi scaligeri, dopo aver ucciso un fratello e imprigionato l'altro, si dedicò all'abbellimento della città, facendo costruire la fontana di madonna Verona e la Torre del Gardello, disinteressandosi però della politica Veronese ormai in decadenza e avviata alla perdita dell'indipendenza. Di lì a pochi anni Veorna fu infatti conquistata dai Visconti che, in virtù del matrimonio di Beatrice della Scala con Bernabò Visconti, vantavano diritti di successione sulla città.
L'arca di Cansignorio, a pianta poligonale, è il mausoleo più elaborato e sfarzoso. Alla sua realizzazione contribuirono gli stessi maestri campionesi che in quegli anni si avvicendavano al cantiere del Duomo di Milano, di cui l'arca ricalca, sebbene in scala decisamente minore, il finissimo ed elegante impianto decorativo, con cuspidi, edicole, sculture di santi, guglie, colonne tortili.
Anche in questo caso il coperchio del sarcofago è decorato con la scultura del signore sul letto di morte e sulla sommità del baldacchino trova posto la replica della statua equestre di Cansignorio il cui originale si trova a Castelvecchio.

Le Arche Scaligere sono una tappa fondamentale di ogni visita guidata a Verona e rientrano nell'itinerario di molti tour tematici.

Visitate le Arche scaligere assieme alle guide di Verona.
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