Giulietta e Romeo

Molti pensano che sia stato William Shakespeare a creare la leggenda di Giulietta e Romeo e ad ambientarla nella bella Verona. In realtà la prima versione della storia è stata scritta dal nobile cavaliere vicentino Luigi da Porto. Nel 1530 egli pubblicava la "Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti" nella quale i due giovani amanti altri non sono che Giulietta e Romeo. A leggere la trama della novella del da Porto si rimane stupiti di quante e quali siano le analogie con il "Romeo and Juliet" del Bardo. Anche la storia del Da Porto apparentemente non era originale, ma si rifaceva a tradizioni orali e leggende relative ai due sfortunati innamorati veronesi che dovevano essere piuttosto diffuse e popolari nelle corti dell'epoca.

Gli Antecedenti

Quella degli amanti che il fato avverso fa finire tragicamente a causa di una serie di drammatici fraintendimenti è un topos letterario molto antico, e presente in culture diversissime tra loro. Basti pensare alla storia di Piramo e Tisbe dell'antica Grecia, o alla storia Liang Shanbo e Zhu Yingtai, i due amanti farfalla del folklore cinese.

Masuccio Salernitano

Alla fine del '400 Masuccio Salernitano, uno scrittore campano, ambienta nella città di Siena una novella che è del tutto simile a quella di Giulietta e Romeo. In questo caso però gli sfortunati protagonisti si chiamano Ganozza e Mariotto e ambientazione e carattere dei personaggi sono un po' meno romantici e raffinati rispetto alle versioni successive.

Luigi da Porto

La storia come la conosciamo viene invece scritta da Luigi da Porto. Originario di Vicenza, nel novelliere che pubblica nel 1530 inserisce anche la sua "Historia novellamente ritrovata". Nell'introduzione ci dice che la storia in realtà gliela raccontò tale Peregrino, arciere originario di Verona, a fianco del quale da Porto marciava verso il Friuli durante uno spostamento dell'esercito della Serenissima cui entrambi appartenevano. Nella successiva battaglia presso Manzano contro le forze imperiali, il da Porto venne gravemente ferito. Durante la lunga convalescenza si dedicò alla scrittura e incluse nella sua raccolta di racconti anche quello di Peregrino.
In realtà pare che nella sua Historia il da Porto abbia mescolato la trama di Masuccio Salernitano con alcuni riferimenti danteschi alle famiglie dei Montecchi e Cappelletti in lotta tra di loro, aggiungendo un tocco autobiografico. Luigi da Porto infatti, prima della battaglia dove rimase ferito, aveva avuto una cocente delulsione d'amore. A un ballo in maschera a Venezia aveva incontrato e si era follemente innamorato di Lucina Savorgnan, scontrandosi però contro l'inflessibile opposizione del padre di lei per motivi legati alla rivalità tra le loro rispettive famiglie.

Matteo Bandello

Qualche anno dopo la pubblicazione del libro del da Porto, un altro scrittore, Matteo Bandello, inserì nel suo novelliere un racconto con lo stessa trama. Anche questo ebbe grande popolarità e diffusione. La versione del Bandello è molto simile a quella di Luigi da Porto, ma se ne differenzia per alcune dettagliate descrizioni dei luoghi di Verona dove si svolgono le varie vicende del racconto, come ad esempio il duello tra Romeo e Tebaldo.

Anche un veronese, Gerardo Boldiero, si cimentò con la scrittura della storia di Giulietta e Romeo. Alcuni studiosi ritengono che forse i vari autori, più che copiare l'uno l'altro, abbiano in realtà trascritto versioni leggermente differenti della medesima leggenda assai diffusa e tramandata oralmente.

La Tragedia di Shakespeare

Copie dei racconti, quello di Matteo Bandello in particolare, ebbero diffusione in Europa, soprattutto in Francia, dove vennero tradotte. Da lì giunsero in Inghilterra. Sappiamo che Arthur Brooke ne fece una traduzione in inglese.
William Shakespeare era sempre stato molto affascinato dai racconti e dalle ambientazioni italiane e soprattutto venete. Ne sono testimonianza altre sue opere ambientate nel Veneto della Serenissima: Il mercante di Venezia, Otello, La bisbetica domata. Forse ebbe modo di leggere proprio la traduzione di Brooke, la storia gli piacque e ne fece un'opera teatrale. Ed è grazie alla versione del Bardo che la storia di Giulietta e Romeo ha trovato la fama mondiale che ancora oggi porta a Verona milioni di visitatori a cercare i luoghi della leggenda.

Alla Scoperta di Giulietta e Romeo

Sebbene non sussistano prove certe della reale esistenza di Giulietta e Romeo, molti degli elementi delle varie versioni della storia trovano riscontro nella città di Verona. Dante stesso, che risiedette a Verona per ben sette anni, nella Divina Commedia (VI canto del Purgatorio) cita Montecchi e Cappelletti, proprio parlando delle lotte fratricide tra guelfi e ghibellini. Lotte che a Verona furono particolarmente aspre e si protrassero anche nei primi anni di governo della signoria scaligera, anch'essa presente sullo sfondo della storia. Le due casate sono esistite veramente, e i loro palazzi sono quelli che oggi vengono indicati come la casa di Giulietta e la casa di Romeo.
Attraverso una serie di ragionamenti e analisi della conformazione urbana di Verona nel '300 è stato anche possibile individuare il probabile luogo dove, se mai la storia fosse vera, Giulietta sarebbe stata sepolta viva in attesa che Romeo la venisse a svegliare.

Con un tour di qualche ora, seguendo un itinerario appositamente studiato dalle guide di Verona, è possibile ripercorrere tutti i luoghi legati alla tragica vicenda dei due amanti di Verona: la casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba di Giulietta, le mura della città medievale che Romeo varcò verso l'esilio, il luogo del duello tra Romeo e Tebaldo, e molto altro ancora.

Per informazioni sui tour nella Verona di Shakespeare e sugli itinerari di Giulietta e Romeo scrivete alle guide di Verona.